UE: Facciamo pressione sulla giunta birmana!

Il prossimo lunedì, 15 ottobre, i 27 ministri degli esteri della Unione Europea si incontreranno — e decideranno se mantenere la loro parola sulla Birmania.

Più di tre settimane fa, il giorno prima che iniziasse la brutale repressione della giunta, la UE aveva avvertito che “non avrebbe esitato a riafforzare le sanzioni esistenti nei confronti del regime” se il governo avesse fatto uso della violenza. Dal momento che le atrocità  in Birmania sono aumentate, l’Unione Europea ora deve agire.

Minacciando gli interessi economici generali, le sanzioni possono fare pressione sui militari e spingerli a negoziare senza colpire la popolazione birmana. Ecco perchè il movimento democratico e Aung San Suu Kyi ci stanno chiedendo di agire, dicendo: “Per favore, usate la vostra libertà  per promuovere la nostra.”

Prendiamo posizione a favore della popolazione birmana e chiediamo ai nostro ministri degli esteri di rafforzare le sanzioni - offrendo però aiuti ed incentivi per il progresso.

Avaaz.org ha messo a disposizione un testo che può essere utilizzato così com’è o personalizzato.

Questo è il testo del messaggio, che può essere anche inviato ad amici e conoscenti, da mandare al nostro ministro degli esteri, Massimo D’Alema.

“Caro (Massimo D’Alema)

Le chiedo di supportare il rafforzamento delle sanzioni ed incentivi per il cambiamento in Birmania al prossimo incontro del Consiglio dei Ministri della Comunita Europea di lunedì.

Se non agiremo, mineremo l’avvertimento della UE del 25 settembre che noi “non esiteremo a rafforzare le sistenti sanzioni verso il regime se la giunta decidesse di usare la violenza contro i dimostranti pacifici ed inermi.” Non dobbiamo perdere la nostra credibilità . Noi possiamo fare di più per aiutare i Birmani, attraverso misure orientate che non colpiscano la popolazione.

Sanzioni specificamente focalizzate sui generali e sulle loro compagnie che espropriano le risorse naturali - rubini, legnami, metalli, petrolio e gas naturale - aiuteranno a fare pressione verso il dialogo con la opposizione. Ci deve essere anche la prospettiva di interrompere gli investimenti se nessun progresso fosse visibile presto. Nel frattempo possiamo offrire maggiori aiuti alle popolazioni e incentivi per il dialogo, comprendenti il graduale rafforzamento delle sanzioni.

Il mondo sta guardando a Lei e alla Unione Europea perchè prendiate la leadership su questo tema delicato. La prego di prendere posizione per i diritti umani e la democrazia supportando sanzioni più forti e incentivi il prossimo Lunedì.”

(Nome e Cognome)

(Paese)

(Email)

(Traduzione da Avaaz.org)

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