Masaru Emoto - Un ricercatore della poesia dell’acqua

Generalmente, la poesia è considerata un modo di vedere la realtà  e di rappresentarla; un modo che si eleva dai semplici fatti, e trae collegamenti e connessioni che solo pochi sanno vedere. La tecnica espositiva permette ai poeti di rendere in modi completamente diversi fenomeni simili. Basti pensare a quanti poeti e quante poesie abbiano rappresentato l’amore, nelle sue diverse forme, nei secoli.

Masaru Emoto è un ricercatore che ha provato a fotografare l’acqua. L’acqua degli acquedotti, quella dei pozzi, delle sorgenti, delle cascate. I campioni d’acqua vengono congelati, portati a -25ù° e poi lasciati sciogliere in laboratorio a -5ù° sotto un microscopio. L’osservatore fotografa i cristalli che nel riscaldamento (si fa per dire…) si espandono tridimensionalmente, tornando poi allo stato di acqua.

Emoto ha notato differenze notevoli tra le varie qualità  di acqua. Ma la sua ricerca ha fatto un passo avanti: la stessa acqua è stata sottoposta ad un campo di vibrazioni: quelle del pensiero, quelle della parola, quelle della musica, della preghiera. La stessa acqua ha rivelato differenze significative, nella forma dei suoi cristalli, se sottoposta o meno alla musica, alle parole positive o violente, alla preghiera.

Personalmente, trovo molto poetico questo modo di interpretare la realtà .

Gli scienziati dicono che la base della scienza è la perfetta ripetibilità  dei fenomeni….peccato che quello che viene scoperto e presentato come scientificamente provato (e quindi sottoposto a tutti i test canonici) pochi anni dopo venga sistematicamente disconosciuto e soppiantato da altri risultati parimente scientifici…

Comunque sia, i risultati del lavoro di Emoto sono, a mio parere, belli e poetici.

Una occasione in più per mettersi gli occhiali rosa ed amare il mondo.

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