Spesso, avremmo voglia di esprimere il nostro mondo interiore, quelle sensazioni dolci e intense che a volte proviamo e che ci fanno sentire veramente bene. Vorremmo condividere questi momenti con chissà quanti altri, con le persone più vicine a noi, ma anche con quelle meno fortunate e che abbiamo colto in momenti di tristezza, incapaci - noi e loro - di trovare una chiave di comunicazione, un momento di contatto anche solo passeggero. Ci sono persone che invece hanno trovato questa chiave che permette di esprimere e comunicare non solo nel momento attuale, ma anche a distanza di tempo. Personalmente, trovo che Anna Maria sia capace di trasmettere, attraverso i suoi disegni, molte sensazioni, belle e forti, ma anche particolarmente delicate e femminili. Ho visto ed ammirato molte volte le Cinque Grandi Madri (Spazio, Fuoco, Acqua, Vento e Terra) disegnate da Anna Maria, che illustrano la bellissima pratica di Lama Gangchen “Realizzare la Pace con l’Ambiente” . Ed ho percepito una particolare sensazione di pace e di benessere, che naturalmente proviene dall’eseguire questa particolare pratica di autoguarigione. Ma che secondo me deriva anche anche dalla pulizia interiore e dal candore di chi ha disegnato queste cinque immagini così particolari e che ha quindi saputo manifestare il proprio mondo interiore. Anna Maria Di Palma mi ha inviato due immagini, che io trovo bellissime, di Tara Bianca, una delle manifestazioni della Energia Femminile Illuminata, che si riferisce alla guarigione e alla lunga vita. Come mi ha avvisato, sono immagini un po’ diverse dal solito, leggermente diverse dalla rappresentazione tradizionale. Ma a me queste due immagini di Tara Bianca sembrano anche molto vive, molto dolci e presenti. Una presenza che nasce nel cuore di chi sa vedere con occhi puri un mondo migliore, e che sa anche comunicare questo mondo a chi vive intorno a lei. Grazie, Anna Maria.
I disegni di Tara Bianca sono di Anna Maria Di Palma. Tutti i diritti sono riservati all’autrice.
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Finalmente, tento di suonare questo bellissimo pezzo di Masaaki Kishibe.
Non è che sia venuto granchè bene, devo dire: ci sono imperfezioni sia nella mia esecuzione che nella digitalizzazione del video. Ma sto imparando ad accontentarmi di quello che so fare al momento, e a non rompermi la testa per diventare “perfetto” subito.
La perfezione è (credo) frutto di pratica ed impegno senza limiti…ma intanto è bene accontentarsi di fare qualcosa, mentre si è lungo la strada.
Così, dopo alcuni mesi di impegno nell’imparare questo pezzo (per me difficile), mi butto nell’arena e pubblico questo video.
Dedico questo fiore al mio Maestro, Lama Gangchen, e a Lama Michel.
E dopo averlo dedicato a questi due grandi Lama, lo dedico a tutte le donne.
Che sono dei bellissimi esseri.
Buon ascolto
Questa è una bellissima canzone di Joni Mitchell, suonata e cantata in modo eccezionale da questa bravissima chitarrista statunitense. E’ stata scritta per la nascita della figlia di Joni, figlia che verrà data in adozione e che poi dopo molti anni ritroverà la madre grazie ad una ricerca su Internet. Un film di Hollywood? No, semplicemente vita….
Buon ascolto.
Dopo diversi anni ho rivisto una giovane signora inglese che vive in Italia da molti anni, e che ha portato in Italia il suo amore per le ceramiche grès.
Il grès sembrerebbe, nella nostra percezione, semplicemente un materiale adatto per le piastrelle: duro, resistente, quasi impossibile da rompere.
E invece Joanne Carter ne ha fatto oggetti di uso quotidiano: piatti, scodelle, tazze, teiere. Ho acquistato da Jo una teiera e, appena a casa, ho desiderato subito fare qualche “ritratto” della mia teiera nuova.
Credo che lavorare la ceramica sia una attività molto bella e che le attività veramente creative vadano aiutate. Il gusto del bello ed il rapporto con gli elementi naturali sono cose che aiutano a vivere bene. Spero che queste mie foto piacciano e che ancora di più piacciano “le terre di Jo”.
Joanne Carter ha questo indirizzo: leterredijo@gmail.com
L’India comincia ad affacciarsi alle cronache economiche in modo importante e rilevante, anche per noi comodi e pantofolosi europei..
La Tata ha acquistato dalla Ford due marchi prestigiosi, la Jaguar e la Land Rover.
Si appresta a sfornare un’auto economica per l’autunno, che dovrebbe costare (si dice) 1.700 euro. Esatto, millesettecento euro!
Sono convinto che sia giunta l’ora per questi paesi (come anche la Cina) di affermare il loro diritto al lavoro e a partecipare alla “grande torta” che si sono sempre spartiti pochi grassi e molli paesi ex coloniali.
Se è sacrosanto il diritto al lavoro e a non morire di lavoro, credo che dovremmo ricordarci di qualche milione (anzi, miliardo) di persone che a poche ore di volo da noi sono sempre morti di fame, stenti e patimenti.
Augurando quindi buon appetito anche a India e Cina, ripropongo un po’ della bella e antica musica indiana, forse difficile da apprezzare ad un primo ascolto….ma che avremo tutto il tempo, ormai, di assaporare anche nelle nostre case.
Buon ascolto….
E’ difficile esprimere l’entusiasmo con il quale a volte si osserva, si ascolta, ci si immedesima negli altri. Tante volte questo entusiasmo è passeggero, specialmente quando chi è oggetto della nostra attenzione si rivela naturalmente in una nuova luce, senza voler mostrare niente di diverso dall’attimo precedente. Tutto passa, tutto è impermanente. Persone, situazioni, cose materiali. Come aveva scritto in una delle sue canzoni più ammirate e celebri George Harrison, “All things must pass”….
Questo destino sembra che magicamente non tocchi alla Musica, quella vera. La musica degli anni passati, dei secoli passati, addirittura di millenni fa, mantiene intatta la sua fragranza, la sua bellezza ed il suo “appeal”.
La musica indiana è un serbatoio inesauribile di bellezza. Quando il petrolio si esaurirà , dopo pochi secoli di utilizzo indiscriminato ed inconsapevole, la Musica dell’antica India sarà sempre fresca, bella, capace di muovere il cuore e le emozioni più pure, quindi di operare un processo di guarigione di cui tutti noi abbiamo bisogno.
Sitar: Anoushka Shankar
Violin: Joshua Bell
Tabla: Tanmoy Bose
Buon ascolto.
Buona Pasqua, Vacanze di Pasqua, Esodo di Pasqua, Uovo di Pasqua….ma ci ricordiamo tutti cosa è successo, a Pasqua?
Lo facciamo diventare un bell’augurio di Buona Pasqua?? Auguri!
All’amore, che per quanto calpestato non potrà mai essere vinto.
A chi ha cuore puro e coraggio da leone.
Ai miei fratelli e alle mie sorelle tibetane.
Ci sono momenti in cui non si ha voglia di parlare.
Ogni parola è dolorosa, solo il silenzio è capace di dare ristoro al cuore ed alla mente. O forse, anche la musica.
Dedico questo momento all’amore calpestato e ai miei fratelli tibetani.
Credo che una delle cose più difficili da fare sia quello che dichiara Antoine Dufour: prendere la luce. O meglio, a volte ci si riesce. Ma il più delle volte la luce che abbiamo preso, raccolto, intercettato… diminuisce, o muore, spegnendosi.
La cosa più difficile credo sia ricevere la luce, immergersi in essa, senza rovinarla, farla entrare in ogni piccola particella del nostro essere, e rimandarla ai confini dell’universo intatta, anzi moltiplicata….
Antoine Dufour, secondo me, c’è riuscito….buon ascolto..







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