Reiki

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Dopo una prima decisione di chiusura del sito, avevo ripensato a questa mia decisione in funzione di una serie di testimonianze di stima e di incoraggiamento a continuare ricevute via Internet (alcune da utenti di OKNOtizie.it)

Devo dire però che, alla luce dell’attività svolta e visto l’impegno che ho messo in questo anno e mezzo di attività del sito, posso considerarmi molto soddisfatto dei risultati (Primo sito su Google secondo la chiave di ricerca Olistica, o meglio primo dopo le due voci di Wikipedia che sono entrate in classifica alcuni mesi fa e quindi terzo).

Il motivo per il quale ci ho ripensato, e questa volta definitivamente, è che l’impegno non sarebbe più lo stesso (penso di dedicarmi ad altre attività sempre nell’ambito già percorso, ma nella vita reale e non sul web).

Devo ringraziare comunque le persone che hanno partecipato anche se sporadicamente al sito Olistica. E’ anche grazie a loro ed alla qualità dei loro interventi che il sito ha destato interesse. Ringrazio quindi Lama Michel per la condivisione dei suoi Insegnamenti di Buddhismo tratti dal sito del Kunpen Lama Gangchen di Milano, Gianluigi Costa, Anna Subranni, Uyulala, Umberta Torti, Alice per i loro interventi che sono sempre stati dedicati al benessere degli altri e fatti con il cuore.

Il sito rimarrà online con gli articoli così come li potete trovare oggi. Verranno rimessi in linea gli insegnamenti di Lama Michel che comunque possono essere reperiti facilmente sul sito www.kunpen.it

Probabilmente appena avrò tempo rimetterò online anche gli altri articoli degli altri autori, compatibilmente con la mia disponibilità di tempo libero.

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato, ma ancora di più a tutti coloro che hanno fatto click su queste pagine, alla ricerca di una chiave per la loro anima.

Quella chiave è sempre disponibile, dovunque andiate, in qualsiasi posto voi cerchiate, la troverete.

Semplicemente perchè la chiave è in fondo al vostro cuore…basta cercarla con passione.

Qui di seguito, ecco nuovamente un bellissimo (a mio parere) scritto personale di Alice.

Descrive un passaggio spesso comune a chi cerca quella chiave.
Alice certamente l’ha trovata… Ora sta ad ognuno di voi, di noi…

Buona ricerca.

Sergio Corriero

“Vidi la pioggia bagnarmi il capo
mentre un vento gelido sfiorava il mio corpo…
Nuvole grige mi circondavano
e le mie ginocchia cedettero per la stanchezza….
Mi ritrovai per terra e disperato piansi:
lacrime di tristezza e solitudine,
lacrime di incomprensione e timore,
lacrime di stanchezza e delusione.
La speranza non era più mia
e la fede mi stava abbandonando.
Poi, nell’oscurità , Qualcuno mi sorrise,
un sorriso dolce che penetrò il mio animo e soffiò via le tenebre.
Nel mio cuore rispuntò il sole
con tutta la sua bellezza e la sua forza.
La luce dorata mi abbagliò
e la gioia mosse il mio corpo in una danza fuori dal tempo…..
Che cos’era quel sorriso?
Ero forse io che Ti lasciavo nuovamente entrare?”

Alice

(Foto di i|z|a|d’s - flickr.com)

All’amore, che per quanto calpestato non potrà  mai essere vinto.
A chi ha cuore puro e coraggio da leone.
Ai miei fratelli e alle mie sorelle tibetane.

  • Valore, di Erri De Luca

    Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
    Considero valore il regno minerale, l’assemblea delle stelle.
    Considero valore il vino finche’ dura il pasto, un sorriso involontario, la stanchezza di chi non si e’ risparmiato, due vecchi che si amano.
    Considero valore quello che domani non varra’ piu’ niente e quello che oggi vale ancora poco.
    Considero valore tutte le ferite.
    Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe, tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi, provare gratitudine senza ricordare di che .
    Considero valore sapere in una stanza dov’e’ il nord, qual e’ il nome del vento che sta asciugando il bucato.
    Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca, la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
    Considero valore l’uso del verbo amare e l’ipotesi che esista un creatore.

    Molti di questi valori non ho conosciuto.

    Una persona ricca di saggezza e spiritualità  ha maniere molto belle che si sono sviluppate dal rispetto e dall’amore genuino per l’intera umanità .

    Le maniere, in questo senso, non hanno niente a che fare con la cultura o con la educazione: sono semplicemente una questione di umiltà . Quando noi siamo dalla parte di chi beneficia di questi modi, sentiamo che è stata onorata una parte più profonda del nostro essere.

    In effetti, nessuno di noi merita niente di meno.

    Traduzione da www.thoughtfortoday.org.uk

    C’è una parte di noi che è perfetta e pura. Non è toccata dalle meno che perfette caratteristiche che abbiamo acquisito vivendo in un mondo meno che perfetto.
    E’ colma di qualità  divine, e così è in un costante stato di benessere ed è ricca di risorse. La sua totale mancanza di conflitto e di negatività  di qualsiasi genere rende questa parte di noi un punto fermo, stabile…una ricca, profonda esperienza di silenzio.
    Diamoci il tempo per praticare e raggiungere questo silenzioso luogo interiore.
    Ci porterà  benefici indicibili.

    Traduzione da www.thoughtfortoday.org.uk

    Carissima Stella Rosa,
    ti ringrazio per i complimenti che mi fai. Dici che scrivo bene, che sono chiaro.
    Se questo può essere utile, mi fa piacere.

    Certo, di fronte ad episodi come quelli citati (ricordo che ti eri addolorata già  per un articolo sul “Giornale di Vicenza”, qualche settimana fa, sullo stesso argomento) dalla trasmissione alla RAI, mi chiedo se quello che scrivo possa avere davvero un qualche valore.

    Come è possibile che persone così “folli” abbiano potuto trovare un qualche, anche minimo, seguito? Come è stato possibile che si costituisse una “setta” con dei seguaci, intorno a persone che hanno usato un messaggio di bellezza e di armonia per circuire e portare addirittura alla morte altri loro “confratelli”?

    Credo sia doveroso e utile ricordare che il Reiki, quello vero, è una disciplina che rispetta assolutamente la medicina e non si sostituisce ad essa, mai.
    Che gli angeli, e i diavoli, non hanno niente a che vedere con il Reiki.
    Nè hanno a che vedere con il Reiki il channeling, le sedute medianiche, le capacità  paranormali e le guarigioni miracolose.

    Ma il Reiki, prima di tutto rispetta le persone. Un invito a praticare può essere solo un tentativo di smuovere dall’inerzia una persona amica, non più di questo. Oltre questo, c’è solo mancanza di rispetto. Non c’è nessuna disciplina olistica che possa invitare una persona, in qualsiasi stato essa si trovi, a sacrificare la propria vita.

    Di persone folli, ne è pieno il mondo. In tutti gli ambienti, in tutte le professioni, in tutti gli angoli del mondo, troverò una persona onesta, un malfattore, un santo, un furbo, un assassino. Lo dimostra la cronaca.

    Nessuna regola, purtroppo, ci salva dall’incappare in queste persone; nessuna legge ci protegge abbastanza; nessun consiglio e nessun articolo di giornale (o servizio in TV) ci impedisce di correre dei rischi; solo il nostro buon senso, e quello dei nostri cari, quando sono in grado di farsi ascoltare, può essere di aiuto.

    Un pensiero di amore e di compassione per queste persone che hanno sofferto e per quelle che soffrono ancora. Mi auguro con te che il Reiki possa essere conosciuto per quello che è veramente, per il messaggio di purezza e di armonia che porta con sè.

    Con affetto e stima,

    Sergio

    Mi è difficile parlare di ciò che amo, senza cadere nell’orgoglio di quello che IO ho fatto, senza pubblicizzare una attività  che (per me) non è remunerativa, solo per tentare di trasmettere, forse, una pallida sensazione di quella che è una mia viva esperienza.

    Qualche tempo fa, ho “incontrato” una giovane ragazza, di ventisei anni, che aveva esposto alcuni volantini in un centro di terapie varie. Tra le varie, anche quelle da lei praticate.

    Le telefono, ci parliamo, e ci scambiamo alcune opinioni tra “praticanti”. Io e lei abbiamo il Reiki, in comune. Io questa pratica la insegno; lei invece, come tanti, l’ha appresa e poi messa un po’ in un angolo, dopo una frettolosa e iniziale frequentazione.

    Tante volte, mi sono trovato a tentare di ricucire esperienze poco felici con il reiki, o meglio con alcuni praticanti di reiki che lo avevano trasformato in una “nuova ricetta” dai risultati mirabolanti.

    In questa occasione, decido si assumere il ruolo del maestro di reiki che vuole riavvicinare questa “pecorella smarrita” alla pratica abbandonata.

    Le offro quindi di inviarle (ebbene, sì, inviarle: perchè il reiki si pratica anche a distanza, dal secondo livello) reiki e quindi tentare di esserle di aiuto in un periodo per lei cruciale: la preparazione di alcuni esami (due o tre, mi pare) prima della tesi di laurea in medicina.

    Nei mesi seguenti, alcune sere, a volte anche nelle prime ore della notte, mi sono immerso nella pratica pensando a “Federica” (la chiamerò così), inviandole Reiki e chiedendo a questa onnipresente energia di aiutare la giovane studentessa a superare le sue difficoltà , le sue crisi di poca autostima, e di permetterle quindi di poter diventare così un ottimo medico, capace di mettere il suo grande cuore a disposizione dei suoi pazienti.

    Uno dopo l’altro, gli esami vengono superati. Non sempre con facilità : a volte sento Federica al telefono e mi confessa come si percepisca debole e incapace di arrivare al suo successo. In altri momenti invece la sento sicura e capace di smuovere le montagne.

    Non le chiedo niente, non la voglio conoscere, ed anzi quando mi invita ad alcune sue meditazioni, naturalmente declino l’invito.

    Finalmente passati gli esami, perdo Federica di vista. Nel senso che non leggo più sms nè sento la sua giovane voce al telefono.

    So che ha finalmente presentato con successo la tesi di laurea, so di aver ricevuto un ultimo invito alla sua festa di laurea. Naturalmente ho declinato l’invito.

    E’ passato quasi un anno: da allora, di Federica non ho più nessuna notizia.

    Non ho guadagnato un centesimo, non ho mai visto di persona questa ragazza.
    So di esserle stata vicino in un momento difficile della sua giovane vita.
    E che per questo mi ha ringraziato con il cuore.
    Non penso di meritarmi una medaglia e neanche un qualche attestato di bontà .

    Mi ha fatto bene fare questo semplicemente, mentre lo facevo; così come mi ha fatto piacere ripensare a questo episodio mentre lo scrivevo.

    E mentre scrivo, ricordo alcuni commenti sul “reiki” letti da qualche parte, scritti non importa da chi… e mi chiedo se abbiamo mai parlato dello stesso argomento………..

    Sergio Corriero

    UN TRANQUILLO WEEK END DI RELAX

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    Rilassiamoci con un corso di Reiki nel verde delle tranquille colline astigiane..

    CORSO DI REIKI 1 LIVELLO 21 e 22 APRILE a PASSERANO MARMORITO (ASTI)

    Il Reiki è la pratica energetica di Mikao Usui, che l’ha diffusa in Giappone nei primi anni ‘20.
    Molti oggi praticano il Reiki e ricevono trattamenti, sia a contatto che a distanza.
    Benefici del Reiki: Rilassamento, Riequilibrio psicofisico, Riduzione dello stress.
    Il Reiki al 1 livello può essere imparato da tutti, senza eccezione.
    Sergio Corriero pratica il Reiki di Usui dal 1993 ed è Master dal 1996. Allievo di Lama Gangchen dal 1988, nel 2000 ha anche ricevuto dal suo Maestro l’iniziazione di Reiki Chawang NgalSo (Guarigione con le mani secondo il lignaggio di Buddha Shakyamuni)

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    Informazioni ed iscrizioni: 392.2831374

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    Da poco tempo ho allestito un bel sito (a mio parere) sulle discipline olistiche.
    Non le pratico tutte, neanche un dieci per cento di quelle che esistono nel mio paese.
    Forse, neanche l’uno per cento.
    Sono però convinto che la diffusione di tutte le pratiche olistiche sia un bene per tutti, per i centri che diffondono (a volte a caro prezzo) le tecniche scelte, per i singoli che praticano una, due o magari anche tre discipline insieme ( e ci vuole un fisico bestiale…..).
    Quindi il “mio” sito si è proposto di divulgare con articoli e pagine le varie discipline, i vari praticanti, i centri. Il beneficio per me stesso è indiretto, conseguente al beneficio per tutti quelli che partecipano alla costruzione e alla redazione del sito.

    Se qualcuno avrà voglia di togliersi la curiosità , vedrà che di notizie interessanti e gratuite, non dei “redazionali” che mascherano la necessità di pubblicizzare la propria attività , ce ne sono molte. Quasi tutte…

    Sfogliando i motori di ricerca, mi sono imbattuto in un avviso a pagamento che pubblicizza reiki gratis. Perchà© gratis? Mi sono chiesto? Perchà© il Maestro che pubblicizza questa divulgazione in tutta Italia è ricco di suo? Perchà© svolge altre attività a pagamento? Per imporsi sul mercato?
    Perchà© il Reiki, come si dice, è una energia divina, e quindi di tutti? E allora, non è lo stesso per l’ingegneria? Per la medicine? Per l’oro, il petrolio e l’acqua?

    Allora, decidiamoci una volta per tutte a estinguere il debito internazionale dei paesi del terzo mondo (in via di “inviluppo”), smettiamola di chiedere il pagamento delle tasse sulla nostra stessa casa, finiamola di pretendere il biglietto per l’autobus.

    Oppure, “andiamo a vedere” il gioco truccato di questo signore…….?

    io.jpgPer me ad esempio è molto più importante l’impegno di praticare e di rispettare i precetti che il denaro. Uno di questi precetti chiede il rispetto degli anziani e dei maestri.

    Anche del maestro di Reiki….
    Il maestro di Reiki è qualcuno che ha già  passato una serie di esperienze, al primo, al secondo ed al terzo livello di Reiki.
    Quindi, si è impegnato così così quando era al primo livello, ha modificato alcune concezioni del mondo che aveva, poi si è dedicato al secondo livello, ha imparato alcune cose in più di sè stesso, ha cominciato ad avere ancora più dubbi, e poi magari anche delle risposte…
    Quando ha scelto di essere maestro, ha scelto di entrare nel mondo riservato a coloro che si mettono a nudo. Con gli altri, con sè stessi, con la vita. I trucchi non valgono più. Neanche il “tutto esaurito”, il “chiuso per ferie”, il “non disturbare”….
    Il maestro di Reiki lo è, come si dice in USA, “24×7″, cioè 24 ore al giorno, 7 giorni su 7.
    Non ha ferie, non ha vacanze dall’essere ciò che è.
    Non ha nemmeno bisogno di avere tanti allievi, o anche un solo allievo.
    Lo è.
    Quando le sue capacità  di insegnamento verranno alla luce, allora gli allievi lo riconosceranno.
    Quando ci saranno allievi pronti a ricevere i suoi insegnamenti, allora il maestro sarà  pronto a dare insegnamenti.
    Ma non necessariamente ci sarà  bisogno di un centro, di una stanza con le foto dei Maestri ed il futon, dell’incenso, di un kimono.
    Potrà  insegnare un poco di Reiki anche allo sportello delle Poste, ai suoi colleghi, o mentre soccorre una povera anziana nell’ambulanza nella quale lavora di giorno, e di notte….Magari nell’Ufficio Contenzioso all’Italgas…Sarà  sempre un maestro di Reiki, anche se nessuno lo riconoscerà  come tale.
    Non sempre le persone che vivono la propria vita hanno necessità  di Reiki o di altre discipline orientali…eppure tra loro può esserci un maestro che fa la sua vita, lavora ed è, comunque, un maestro di Reiki. Perchè (a differenza degli altri livelli) sta dedicando la sua vita al Reiki, seguendo i precetti; e perchè non appena una persona vicina, anche sconosciuta, ha bisogno di aiuto, si adopera per aiutarla, utilizzando il Reiki come un ricostituente per quella povera sconosciuta.
    Non è una fantasia romantica, o peggio una allucinazione dovuta alla mia fervida immaginazione…
    So che è così. Li conosco, questi maestri di Reiki che vivono così, e penso che meritino tutto il rispetto e l’onore che si devono alle persone che dedicano sè stessi agli altri.
    Credo che siano delle piccole luci che illuminano la nebbia dell’esistenza nella quale tutti siamo costretti a vivere, immersi nella stupidità  del consumismo che consuma sè stesso…e nello scorrere del tempo che ci lascia progressivamente più soli e più deboli….

    io.jpgCredo che il tempo sia essenziale per assimilare, metabolizzare, infine vivere bene e con consapevolezza e trarre il meglio da ognuno dei livelli. Il tempo è un gran dottore: rivela le storture, permette di raddrizzarle, impedisce a volte esperienze a cui non siamo preparati…

    Ma questo tempo possiamo vederlo come un alleato solo in una ottica di “non business”.

    Se siamo pronti ad accettare gli stop, gli avanti veloce, le deviazioni, o meglio tutti quegli adeguamenti che ci vengono richiesti dalla nostra stessa vita per metabolizzare le esperienze che facciamo con il Reiki, allora va tutto bene.
    Il business nel Reiki è qualcosa che io vedo come una camicia di forza, una sovrastruttura tutta occidentale su una disciplina che è flusso, elasticità , flessibilità  (ma anche rigore!).
    Come prove di questo adduco il fatto che alcuni maestri di Reiki hanno abbandonato il Reiki (in forma ufficiale, almeno) e fanno altro: chi insegna Aikido, chi vende appezzamenti di terreno..chi si è lanciato nella giostra delle mille attività : come se si potessero approfondire mille discorsi insieme, come se una persona potesse essere contemporaneamente Cintura nera di karatè e Sciamano australiano, Uomo Medicina arapaho e Sadu indiano..
    Perchè no? Qualche eccezione, la accetto pure….esistono davvero persone eccezionali che riescono a portare avanti interessi diversi contemporaneamente, e tutti bene insieme…ma non tante persone da riempire le pagine gialle, per carità !!!
    E poi, rispetto alle supposte capacità  sciamaniche o sensitive, io consiglierei molta attenzione..è certo che ci sono davvero persone con queste doti, ma secondo me vanno scelte con oculatezza, magari con un certificato DOC (denominazione di origine controllata)..sapete, anche negli USA fanno un formaggio che chiamano parmigiano, ma che non ha niente a che fare con il vero Parmigiano Reggiano…

    Certo, è molto più gratificante essere uno sciamano che un impiegato delle Poste, ma vi affidereste ciecamente ad uno Sciamano Amazzonico al quale il giorno prima avete pagato la bolletta dell’ENEL??? Ah, beh! …contenti voi…!

    Insomma, per me il business ha a che fare con la necessità  di un certo “giro” di affari, di un fatturato minimo annuo; se no, non sta in piedi. E questo, secondo me, mal si concilia con la necessità  etica di lasciare alle persone i propri tempi di maturazione e di metabolizzazione delle esperienze fatte attraverso il Reiki (trattamenti e corsi). E con l’altra necessità  etica di adeguarsi alle disponibilità  economiche delle persone che vogliono percorrere questo percorso.
    Non credo che il denaro sia la spinta giusta per maturare l’impegno. A volte è solo una corda che stringe il collo…In una certa misura è sì una contropartita con il tempo impiegato per fare un trattamento o un corso, o anche è qualcosa che genera un impegno.. Nella nostra società  non siamo abituati ad avere niente per niente…anzi se riceviamo qualcosa in regalo, lo trattiamo con sospetto, come se nascondesse per forza una fregatura….

    In definitiva, la generosità  si scontra con la diffidenza, e quindi regalare qualcosa a volte viene visto come generare un impegno (che richiede una contropartita) o anche truffare qualcuno..Insomma, una contropartita chiara secondo me va dichiarata subito. Ma non necessariamente deve essere in denaro. …. (continua)

    io.jpgCosa penso del Reiki?

    Che è un dono inestimabile, e che in un certo senso in questi ultimi anni sia stato svalutato nella opinione comune.
    Penso che sia una buona disciplina che dà  un senso etico alla vita, e che permette un aumento di sensibilità  e di consapevolezza.
    Possibilità  e potenzialità  che possono essere colti in pieno solo se ci si dedica alla pratica del Reiki in modo significativo. Non può dare, come qualsiasi altra disciplina olistica, risultati eclatanti e durevoli se non grazie allo sforzo e all’impegno personale..a meno di eccezioni particolari, che sono imprevedibili…
    Credo che sia, al primo livello di pratica, una disciplina potenzialmente accessibile a tutti; e che non comporti altro impegno che, appunto, praticarlo osservando però anche i cinque precetti di Usui: solo per oggi non arrabbiarti, solo per oggi non ti preoccupare, onora gli anziani e i maestri, sii grato per tutto ciò che esiste, guadagnati da vivere onestamente.
    Solo così, con l’esperienza, è possibile (a mio avviso) vivere e comprendere questi mutamenti di consapevolezza e sensibilità .
    Non credo che il Reiki sia comprensibile in modo intellettuale, senza l’esperienza diretta…
    Per il secondo livello, credo sia necessario avere già  un solido fondamento spirituale..so che pochi saranno d’accordo con me…scusate, ma io la vedo così..
    Gli strumenti messi a disposizione dal secondo livello sono potenti, e ho visto spesso persone che non sono in grado di gestire correttamente questi strumenti…(è sempre una opinione personale..).
    Spesso ho visto associati al secondo livello arroganza, spirito di emulazione con chi è già  maestro, anche critiche (di solito poco centrate, perchè mancano della esperienza di maestro, e sono quindi basate su opinioni).
    Segno, secondo me, che non si è lavorato abbastanza con il Reiki, che non si è assunto ancora un atteggiamento maturo, e fondamentalmente che uno dei precetti del Reiki (rispetta gli anziani e i maestri) non è stato assimilato..
    Secondo me il secondo livello è un livello che significa “conoscenza approfondita” non solo perchè dà  la conoscenza dei simboli con i quali si possono fare cose che il primo livello non permette, ma proprio in funzione della volontà  del praticante di fare una conoscenza più approfondita di sè stesso attraverso il Reiki.
    Il terzo livello, il Master, per me rappresenta il massimo che si possa dare.
    Io lo vedo non come un livello che si riceve, ma come un impegno che ci si assume.
    Un impegno …impegnativo …sempre piacevole, sempre attivo, 24 ore su 24, 7 giorni su 7.. L’impegno di aprirsi totalmente alle situazioni e di mettersi in discussione totalmente, sempre.
    La volontà  di ricominciare da capo mille volte, ogni volta che si scivola giù, che la debolezza ci porta a mollare…
    Questo è in sintesi come io vedo il Reiki. …. (continua)

    io.jpgCi sarebbero tante cose che potrei dire riguardo al Reiki, alla mia esperienza con esso…e forse prima o poi le scriverò. Magari questo sito sarà  la scusa giusta per scrivere…

    Nella mia vita, il buddhismo è il percorso di evoluzione e di guarigione principale. Ormai da diciotto anni, le pratiche di meditazione sono in “pole position” rispetto a tutto il resto.

    Ma quasi subito, non appena scoperta la validità  e l’efficacia della meditazione, mi sono chiesto:”.. e gli altri? Quelli che non ci credono, al buddhismo? Come posso aiutarli, almeno un po? Mica posso cavarmela così, dicendo loro di praticare quello che pratico io..Tanto, lo so già  che non lo faranno…E allora? Dovrò accontentarmi di lasciarli al loro destino? O magari pregare per loro? Oppure, non sarà  possibile usare le mie meditazioni per aiutarli?…”

    Poco dopo essermi posto queste domande, e averle sfrontatamente rivolte, almeno in parte, al mio Maestro, incontro il Reiki….”che cosa? Il che?”

    Già , il che? Cos’era, il Reiki, cos’è per me, ora che lo pratico da quasi quattordici anni?

    Ancora oggi, nessuno può dire di avere la verità  definitiva su questa disciplina. Si parla di origini antichissime, mentre la sua “scoperta” effettiva pare risalire alla fine dell’800.

    La persona che la avrebbe scoperta, Mikao Usui, in alcune fonti sarebbe stato un sacerdote cristiano, in altre un monaco buddhista, in altre ancora un alto funzionario governativo giapponese.

    Di sicuro si sa che in Occidente arriva all’inizio del ‘900 da Hawayo Takata, una hawayana di origine giapponese, malata e pronta per un intervento chirurgico in Giappone, ma alla fine convinta della possibilità  di una cura “alternativa”.

    Questa cura la guarirà  davvero, e Takata studiò e si dedicò a questa cura allora sconosciuta, il Reiki.

    Takata proseguirà  gli studi e la pratica sia alle Haway che negli Stati Uniti, e sotto la sua guida, ormai Maestra, formerà  altri venti (circa) Maestri. Tra questi sua nipote, Phyllis Furumoto, che assumerà  la responsabilità  di portare avanti gli insegnamenti che Takata le aveva trasmesso.

    Sotto la guida di Furumoto, molti maestri verranno formati, e alcuni manterranno intatti gli insegnamenti che avevano ricevuto da Takata, mentre altri iniziarono ad introdurre modifiche, o sostennero che avevano ricevuto informazioni diverse.

    Da allora, oggi abbiamo nel mondo molte migliaia di maestri e di praticanti, ognuno di essi pratica un “suo” reiki, ed ognuno pretende di avere mantenuto o riscoperto l’essenza di questi insegnamenti, chi rifacendosi agli insegnamenti di Usui, chi ad altri maestri di Reiki giapponesi, chi alle tradizioni religiose di appartenenza, chi a nuovi percorsi spirituali.

    Per alcuni, il compenso da ricevere è un punto su cui non transigere, indipendentemente dalle possibilità  della persona che riceverà  questo dono; per altri è un dovere irrinuciabile trattare e trasmettere questi insegnamenti gratuitamente…. (continua)

    Sergio Corriero - Reiki Master

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