Chissà perchè, anche se ho dichiarato di voler chiudere questo sito, ogni tanto torno sul web a scrivere e ad inserire brevi articoli e video musicali….si vede che non mi è ancora passata la voglia di dire, di comunicare, e soprattutto di condividere con altri le piccole “perle” che trovo in giro, sul web, a spasso in centro (vedi le “terre di jo” dell’articolo precedente…) e anche, a volte, appena fuori dall’ufficio.
A volte basta avere voglia di ascoltare, di guardare…
Insomma, ecco una piccola perla..questa giovane ragazza secondo me sarà molto apprezzata in futuro…si accettano scommesse….buon ascolto!
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Dopo diversi anni ho rivisto una giovane signora inglese che vive in Italia da molti anni, e che ha portato in Italia il suo amore per le ceramiche grès.
Il grès sembrerebbe, nella nostra percezione, semplicemente un materiale adatto per le piastrelle: duro, resistente, quasi impossibile da rompere.
E invece Joanne Carter ne ha fatto oggetti di uso quotidiano: piatti, scodelle, tazze, teiere. Ho acquistato da Jo una teiera e, appena a casa, ho desiderato subito fare qualche “ritratto” della mia teiera nuova.
Credo che lavorare la ceramica sia una attività molto bella e che le attività veramente creative vadano aiutate. Il gusto del bello ed il rapporto con gli elementi naturali sono cose che aiutano a vivere bene. Spero che queste mie foto piacciano e che ancora di più piacciano “le terre di Jo”.
Joanne Carter ha questo indirizzo: leterredijo@gmail.com
Se anche solo una persona in una casa soffre di rabbia, là c’è una battaglia. Una persona arrabbiata porta la disperazione in famiglia. La rabbia è un nemico davvero amaro. Dove c’è rabbia e disperazione, quello è chiamato inferno. Non rendiamo le persone infelici a causa della nostra rabbia.
Traduzione da www.thoughtfortoday.org.uk
E’ difficile esprimere l’entusiasmo con il quale a volte si osserva, si ascolta, ci si immedesima negli altri. Tante volte questo entusiasmo è passeggero, specialmente quando chi è oggetto della nostra attenzione si rivela naturalmente in una nuova luce, senza voler mostrare niente di diverso dall’attimo precedente. Tutto passa, tutto è impermanente. Persone, situazioni, cose materiali. Come aveva scritto in una delle sue canzoni più ammirate e celebri George Harrison, “All things must pass”….
Questo destino sembra che magicamente non tocchi alla Musica, quella vera. La musica degli anni passati, dei secoli passati, addirittura di millenni fa, mantiene intatta la sua fragranza, la sua bellezza ed il suo “appeal”.
La musica indiana è un serbatoio inesauribile di bellezza. Quando il petrolio si esaurirà , dopo pochi secoli di utilizzo indiscriminato ed inconsapevole, la Musica dell’antica India sarà sempre fresca, bella, capace di muovere il cuore e le emozioni più pure, quindi di operare un processo di guarigione di cui tutti noi abbiamo bisogno.
Sitar: Anoushka Shankar
Violin: Joshua Bell
Tabla: Tanmoy Bose
Buon ascolto.
Credo che una delle cose più difficili da fare sia quello che dichiara Antoine Dufour: prendere la luce. O meglio, a volte ci si riesce. Ma il più delle volte la luce che abbiamo preso, raccolto, intercettato… diminuisce, o muore, spegnendosi.
La cosa più difficile credo sia ricevere la luce, immergersi in essa, senza rovinarla, farla entrare in ogni piccola particella del nostro essere, e rimandarla ai confini dell’universo intatta, anzi moltiplicata….
Antoine Dufour, secondo me, c’è riuscito….buon ascolto..
I see trees of green…….. red roses too
I see em bloom….. for me and for you
And I think to myself…. what a wonderful world.
I see skies of blue….. clouds of white
Bright blessed days….dark sacred nights
And I think to myself …..what a wonderful world.
The colors of a rainbow…..so pretty ..in the sky
Are also on the faces…..of people ..going by
I see friends shaking hands…..sayin.. how do you do
They’re really sayin……i love you.
I hear babies cry…… I watch them grow
They’ll learn much more…..than I’ll never know
And I think to myself …..what a wonderful world
Yes I think to myself …….what a wonderful world.
C’è una parte di noi che è perfetta e pura. Non è toccata dalle meno che perfette caratteristiche che abbiamo acquisito vivendo in un mondo meno che perfetto.
E’ colma di qualità divine, e così è in un costante stato di benessere ed è ricca di risorse. La sua totale mancanza di conflitto e di negatività di qualsiasi genere rende questa parte di noi un punto fermo, stabile…una ricca, profonda esperienza di silenzio.
Diamoci il tempo per praticare e raggiungere questo silenzioso luogo interiore.
Ci porterà benefici indicibili.
Traduzione da www.thoughtfortoday.org.uk
T’accumpagno vico vico
Sulo a tte ca si’ ‘n amico
E te porto pe’ ‘e quartiere
Addo’ ‘o sole nun se vede
Ma se vede tutto ‘o riesto
E s’arapeno ‘e ffeneste
E capisce comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ bella comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ bella comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Me dispiace sulamente
Ca l’orgoglio ‘e chesta gente
Se murtifica ogni juorno
Pe’ ‘na manica ‘e (…bip…)
Ca nun teneno cuscienza
E nun teneno rispetto
Comme fanno a piglia’ suonno
Quann’ e’ ‘a sera dint’ ‘o lietto
Dint’ ‘o lietto dint’ ‘o lietto
Quann’ e’ ‘a sera dint’ ‘o lietto
Dint’ ‘o lietto dint’ ‘o lietto
Quann’ e’ ‘a sera dint’ ‘o lietto
Po’ te porto a Margellina
Sempe ca nun tiene fretta
Verso ‘e ccinche d’ ‘a matina
Quann’ ‘o traffico ‘o ppermette
Cca’ e’ permesso tuttecose
No pecche’ tieno ‘o diritto
Ma pecche’ se sempe fatto
O e’ sultanto pe’ dispietto
Pe’ dispietto pe’ dispietto
E’ sultanto pe’ dispietto
Pe’ dispietto pe’ dispietto
E’ sultanto pe’ dispietto
Me dispiace sulamente
Ca l’orgoglio ‘e chesta gente
Se murtifica ogni juorno
E nuje ce mettimmo scuorno
Ma nisciuno po’ ffa’ niente
Ce zucammo ‘a caramella
Comm’ e’ ddoce e comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ ddoce e comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ ddoce e comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Io che songo musicante
E me sento furtunato
Canto e ssono sono e canto
Chesta bella serenata
Pecche’ songo ‘nnammurato
Pecche’ forse ce so’ nato
Ma vedite comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ bella comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ bella comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ bella comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Comm’ e’ bella comm’ e’ bella
‘A citta’ ‘e Pulecenella
Voglio augurare un buon anno a tutti i fratelli sparsi su questo strano pianeta.
Siamo tutti, in fondo, un po’ fratelli l’uno dell’altro…anche se di questo difficilmente ce ne ricordiamo.
Sento particolarmente vicini due popoli, che nella loro filosofia di vita hanno sempre avuto in grande considerazione l’ambiente, gli animali, le risorse naturali, e l’utilizzo di queste risorse parco e misurato.
Uno è il popolo dei nativi americani, l’altro è il popolo tibetano.
Qualcuno dice che i nativi americani siano passati dall’Asia alla America attraverso la regione artica, ed infatti alcune strane somiglianze ci sono..ad esempio, la pittura con la sabbia dei Navajo, ed i mandala di sabbia tibetani.
Ma queste sono pure curiosità . Quello che conta è il messaggio di straordinaria forza ed attualità che è stato trasmesso da questi popoli, che l’ignoranza travestita da “civiltà ” ha tentato e tenta ancora oggi di cancellare.
Auguro un buon 2008 ad ognuno di questi fratelli lontani nel tempo e nello spazio, ma non nel cuore. Che per ognuno di essi brilli una stella, che gli illuminini il cammino per tutto l’anno.
Tanti auguri.
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Questa è una danza eseguita durante il Numaga Pow Wow del 2005. E’ eseguita da giovani delle tribù dei Paiute, Washoe, e Shoshone del Nevada.
Questa è un canzone che si chiama Acque Sacre.
Questa è invece una canzone Cherokee: il Canto del Mattino.
Un’altro canto legato ad una danza tipica, The Crow Hop.
Queste sono invece Danze Sacre Tibetane, le Danze Cham:
Un paio di video accostati: qualcuno nota delle similitudini?
Viene difficile, di questi tempi, pensare a qualcosa di positivo, ad una speranza per il prossimo anno. E non perchè siamo in Italia: diamo una rapida e pietosa occhiata all’Asia, a Birmania, Afghanistan, Pakistan, e vedremo cose che neanche i replicanti di Blade Runner ricorderebbero con piacere.
Invece, su uno dei miei siti preferiti, You Tube (pubblicità gratuita e dovuta al fatto che insieme ad episodi poco edificanti pubblica cose molto belle), ho trovato una speranza per il futuro.
Si chiama Sungha Jung, ha 11 anni e suona come a molti (anche a me) piacerebbe.
Con grande coraggio e passione, suona Andy McKee, Pierre Bensusan, Eric Clapton…ed altri.
Finchè un essere umano si appassionerà ad una cosa bella, anche ad una sola, credo che ci siano speranze per il nostro povero pianeta.
Ed il fatto che lo faccia un bimbo di undici anni, mi dà una grande speranza.
Mi sembra un bell’augurio di un nuovo anno.
Sungha Jung suona Rylinn di Andy McKee:
Ecco qui Change the World di Eric Clapton!
Sungha Jung suona Wu Wei di Pierre Bensusan:
Ho passato una parte di questa sera a cercare qualche video che potesse essere un omaggio adatto al mio Maestro, Lama Gangchen.
E, sfogliando You Tube, sono incappato in diversi video che riguardano una delle manifestazioni di Buddha, della Mente Illuminata, a cui sono più legato: Tara.
Tara è la manifestazione della mente femminile illuminata. E’ la prima donna che ha raggiunto, nella storia, l’illuminazione; testimonia la bellezza e la forza della mente femminile, al massimo del suo splendore.
Tara è una energia che guarisce, protegge, assicura che i propri desideri puri saranno esauditi. Per alcuni, rappresenta solo una bella favola…per altri, una effettiva e deliziosa realtà . Insomma, sfogliando You Tube, ho trovato proprio quello che non osavo cercare, nè desiderare…un video che è un omaggio a Lama Gangchen Rinpoche, che ha come colonna sonora il canto delle lodi alle 21 Tare (…tante sono le diverse manifestazioni di Tara)
Meglio di così! Buona visione, e buon ascolto.
Tashi Delek, Rinpoche!







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